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Giornata della Comunità universitaria UPS: Laboratorio “Questione gender. Risvolti legislativi, civili ed ecclesiastici

All’interno della Giornata della Comunità universitaria UPS, svoltasi il giorno 15 marzo 2017, dal tema “Un amore di famiglia, una famiglia per amore”, la Facoltà di Diritto Canonico ha organizzato un laboratorio per approfondire le implicazioni legislative, civili e canoniche della questione gender.

Il laboratorio, svoltosi dalle ore 8:45 a.m. alle ore 10:15 a.m. in aula “Juan Vecchi”, è stato coordinato dal Professor Don Seby Kidangan, SdB, docente presso la Facoltà, ed ha visto l’intervento di due relatori: la Professoressa Michaela Pitterová, FMA, Docente di Diritto Canonico, la quale ha trattato il tema dal punto di vista del diritto civile, ed il Prof. Jesu Pudumai Doss, SdB, Decano della Facoltà, il quale ha fornito l’approfondimento canonico.

Un video iniziale ha introdotto il tema, suscitando un breve dibattito sulla seguente domanda: “È giusto far giocare una trans in una squadra femminile?”. Il video riguardava il caso concreto di Tifanny, prima Rodrigo, giocatrice di pallavolo a livello agonistico. La questione, attualissima, ha aperto la porta per un approfondimento del femminismo e dei suoi sviluppi: dalla “parità della donna” si è infatti passati alla “parità di genere”. A questo proposito ci si chiede se l’uguaglianza possa essere davvero tutelata negando la naturale differenza tra i sessi.

Dopo un chiarimento terminologico, la Professoressa ha presentato i risvolti legislativi civili, in particolare su: riconoscimento del «terzo sesso», cambiamento di sesso, riconoscimento giuridico delle unioni tra le persone dello stesso sesso, ridefinizione del matrimonio, adozioni, fecondazione artificiale (omologa ed eterologa), utero in affitto. Se non si ammette l’oggettivo ruolo della natura nella determinazione del maschile e del femminile, questi sono effettivamente diritti da salvaguardare. Ma l’invito è quello di chiedersi: cosa succede se invece rivalutiamo la natura? Moltissime sono le implicazioni giuridiche emerse in relazione ai temi trattati, prima tra tutte la posizione dei bambini, che corrono troppo spesso il pericolo di essere considerati non più soggetti, ma soli oggetti di diritto.

Il Professor Jesu Pudumai Doss ha esposto le implicazioni canoniche della questione gender. Una prima riflessione ha riguardato la parità sessuale nella Chiesa, partendo dal principio di uguaglianza, sancito dal can. 208 CIC, con particolarissima attenzione all’ambito dei ministeri, della sacra ordinazione (ed eventuale diaconato femminile) e della potestà di governo, ricordando l’intervento di Papa Francesco, che augura una maggiore partecipazione delle donne nei processi decisionali.

Parlando delle problematiche del gender, si è soffermato sulle implicazioni rispetto a determinate scelte di vita, in particolare quella matrimoniale, sacerdotale o consacrata.

Dopo aver discusso sulla questione femminile e su quella del gender, si è constatato che “La questione gender ha quasi cancellato la questione della difesa dei diritti della donna. Perchè?”. Su questa domanda e su altre emerse dal dibattito, si è concentrata la sessione conclusiva del laboratorio, al termine della quale Terezia Valuskova, studentessa di diritto canonico, ha ringraziato i partecipanti, specialmente i relatori, il coordinatore, il Vicerettore Prof. Francesco Casella, il Decano della Facoltà di filosofia, prof. Luis Rosòn Galache, tutti i professori e docenti presenti.

Nella plenaria della Giornata della Comunità universitaria UPS, svoltasi in seguito in Aula Paolo VI, la studentessa Suor Benedetta Chinellato ha sintetizzato, insieme ai diversi rappresentanti dei vari laboratori, quanto emerso nell’approfondimento legislativo della questione gender.

Mons. Pierangelo Sequeri, Preside del Pontificio Istituto “Giovanni Paolo II” per studi su matrimonio e famiglia, intervenuto alla plenaria, ha ulteriormente sottolineato il ruolo del diritto canonico nella determinazione di garanzie e appoggi concreti alle famiglie in difficoltà, sulla linea dell’esortazione apostolica Amoris Letitia.


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